Salvatore Emblema. Senza titolo, 2004
Tecnica: Terra colorata su tela Juta e collage tela grezza
Dimensioni: cm 120x100
Anno: 2004
(Terzigno 1929 - 2006)
Dopo aver frequentato la Scuola del Corallo di Torre del Greco e l’Accademia di Belle Arti a Napoli, e dopo numerosi viaggi, all’inizio degli anni Cinquanta Salvatore Emblema (Terzigno, 1929-2006) si stabilisce a Roma dove, nel 1954, tiene la sua prima mostra alla Galleria San Marco. Nel 1955 i trasferisce per alcuni anni negli Stati Uniti, dove conosce uno dei più importanti esponenti dell’Espressionismo Astratto americano, Mark Rothko, il cui linguaggio pittorico, caratterizzato da un’estrema sintesi cromatica e lirica, esercita su Emblema un’influenza profonda.
Nel 1958 Salvatore Emblema torna a Roma e, avendo poche risorse economiche, inizia a dipingere su un sacco di tela costruendo i telai da sé.
Giulio Carlo Argan gli riporta l’esperienza di Lucio Fontana i cui quadri andavano oltre la tela grazie a dei tagli che l’artista incideva sulla tela stessa e gli lancia una sfida che consiste nel realizzare dei quadri che vadano oltre la tela senza essere forati e che contribuirà alla definizione e all’analisi del concetto di “Trasparenza”, fulcro della ricerca dell’artista.
In preparazione di una mostra a Torino e con ancora ben in mente le parole di Argan, l’artista inizia a sfilare la tela in modo che traspaia lo spazio dietro di essa; in poche parole la detesse facendo vivere lo spazio dietro la tela.
Inizia il periodo della detessitura per cui il pittore è maggiormente noto.
Nel 1969 gli viene proposta la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma che l’artista, per il suo carattere schivo, rifiuta portandolo a rifugiarsi a Terzigno dove rimarrà per tutto il resto della sua vita.
Gli anni Settanta sono contrassegnati da numerose mostre, fra cui le personali in varie sedi istituzionali, tra cui Villa Pignatelli a Napoli e Palazzo dei Diamanti a Ferrara, a cura di Palma Bucarelli.
Nel 1981 durante la mostra dell’artista al Palazzo del Ridotto a Cesena, Giulio Carlo Argan sceglie dei dipinti da esporre alla Galleria degli Uffizi, dove ancora vengono conservati.
Nel 1980 e nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia, e nel 1985 una sua personale è presentata presso il Palazzo Reale di Napoli. L’ostilità dell’ambiente accademico napoletano e il polemico dibattito artistico contemporaneo spingono l’artista a ritirarsi presso la sua Villa di Terzigno, alle falde del Vesuvio. Negli ultimi anni la figura e la ricerca artistica di Emblema, fra i più singolari esponenti italiani della ricerca pittorica nell’ambito dell’astrazione, sono tornate ad essere oggetto di riflessione da parte della critica.