L'Acropoli

Opera

Giulio Turcato. Composizione, 1974

Artista:
TURCATO Giulio
Codice:
Composizione
Anno:
1974
Tecnica:
Acrilico su tela
Dimensioni:
cm 50x70
Note:
Autentica Archivio Giulio Turcato, Roma, numero archivio al retro.
Il percorso artistico di Giulio Turcato (1912-1995) rappresenta uno dei capitoli più dinamici e seminali dell’astrattismo italiano del secondo dopoguerra. All’interno della sua vasta e poliedrica produzione, le opere intitolate "Composizione" non identificano un singolo quadro isolato, bensì un vero e proprio spartiacque metodologico, un terreno di continua sperimentazione formale che attraversa diverse stagioni creative: dalle prime intuizioni geometrico-formaliste della fine degli anni Quaranta fino alle rarefazioni materiche degli anni Sessanta e Settanta.
La maturità della ricerca di Turcato, tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, sposta ulteriormente il concetto di "Composizione" verso l'esplorazione della materia e dello spazio cosmico. L'artista abbandona le strutture reticolari per affidarsi alla pittura a macchie evanescenti e all'uso di materiali inediti come sabbie, polveri colorate e persino gommapiuma. In tele di questo periodo, spesso accostate a titoli suggestivi come "Astronomica" o legati a "Composizioni biologiche", il segno diventa fluido, fluttuando liberamente su sfondi monocromi o trame polverose. Come evidenziato storicamente da storici dell'arte come Giulio Carlo Argan, la composizione cessa di essere una "costruzione" razionale per farsi "accadimento" visivo. Le ampie parabole e le ellissi tracciate dal pennello evocano traiettorie molecolari o rotte galattiche, traducendo la fascinazione dell'artista per l'infinito, i misteri della scienza e l'era spaziale.
Esposizioni:
2026 Giulio Turcato. Libertà del colore. OAGC OltreArte Galleria Contemporanea, Conegliano.
Bibliografia:
2026 Giulio Turcato. Libertà del colore. OAGC OltreArte Galleria Contemporanea, Conegliano.
Provenienza:
Collezione privata, Treviso

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