Codice:
Eponimo 2010
Anno:
2010
Tecnica:
Vernice poliuretanica su alluminio
Dimensioni:
cm 137x101x5
Note:
Il ciclo degli Eponimi, o "Pittura eponima", sviluppatosi a partire dagli inizi degli anni '90, costituisce uno degli snodi centrali e più significativi nel percorso artistico del pittore astratto Graziano Negri (1957–2013). La critica d'arte ha ampiamente analizzato questa fase creativa, mettendone in luce le specifiche peculiarità formali, tecniche ed espressive. Negli Eponimi, Negri compie un passaggio decisivo superando le prime influenze figurative e della Pop Art per approdare a una pittura totalmente astratta, aniconica e monocroma. La scelta del termine stesso "eponimo", suggerisce il dare un nome o una matrice identitaria alla pittura stessa: l'opera non rimanda a una realtà esterna, ma assume valore in quanto pittura pura, autosufficiente e autonoma.
Dal punto di vista dell'analisi formale, i testi critici (curati in varie sedi e cataloghi da figure come Claudio Cerritelli, Alessandro Del Puppo, Denis Viva e Valentino Turchetto) evidenziano dinamiche precise per quanto riguarda la superficie del colore totale. Il colore invade con forza l'intero spazio del dipinto, generando una dimensione visiva avvolgente e assoluta. Il cuore operativo del ciclo risiede nella stesura di molteplici strati cromatici sovrapposti. Questa stratificazione consente di ottenere straordinari effetti di trasparenza, vibratilità e luminescenza interna. Dall'interazione tra toni caldi e freddi, lo spazio compositivo genera tensioni atmosferiche, dove a modulazioni calde inferiori (rossi e bruni) si sovrappongono sfumature superiori chiare o azzurrate, creando una luce contrastata ma frontale.
In queste opere, Negri non cerca la mera decorazione, ma indaga un vero e proprio corpo a corpo con il supporto (che in quegli anni variava dalla tela grezza fino a esperimenti su poliuretano, acciaio o alluminio), rendendo il pigmento l'unico e dinamico protagonista della visione.
Provenienza:
Studio dell'artista, Archivio Graziano Negri.