Per Eden

Opera

Mario Raciti. Eden, 1962

Artista:
RACITI Mario
Codice:
archivio n.129 inv.n.1582
Anno:
1962
Tecnica:
Tecnica mista su carta intelata
Dimensioni:
cm 100x150
Note:
Autentica dell'artista su fotografia con numero archivio.
Il ciclo "Eden" (e i relativi lavori preparatori "Per Eden"), avviato da Mario Raciti nei primissimi anni Sessanta (in particolare tra il 1961 e il 1964), rappresenta il momento cruciale in cui l'artista milanese supera la pittura puramente post-informale degli esordi per approdare a un linguaggio profondamente evocativo e simbolico, incentrato sull'esplorazione dell'interiorità.
Come evidenzia Luca Pietro Nicoletti, la scelta di un titolo fortemente evocativo come Eden non deve trarre in inganno: non si tratta di una citazione o di un'illustrazione del Paradiso Terrestre in senso biblico o religioso. L'Eden di Raciti è inteso come la proiezione e il desiderio di una dimensione pacificata e originaria, che l'artista avverte come impossibile e negata all'uomo nel drammatico presente contemporaneo. La tela diventa un luogo dello spirito e della mente in cui le inquietudini del reale possono decantare o tradursi in forme visive pure.
Sul piano squisitamente stilistico, il ciclo segna il passaggio dall'espressionismo materico a una figurazione estremamente rarefatta, la superficie della tela perde la pesantezza informe dei primi anni Cinquanta e comincia a popolarsi di una minuta scrittura segnica, filamenti e graffi, il bianco cessa di essere uno sfondo neutro e diventa spazio attivo, respiro compositivo ed esteso.
È una stesura gessosa e vibratile che accoglie e fa affiorare la forma, la tela funziona come una matrice generativa da cui le forme accennate sembrano dissolversi e riaffiorare continuamente, sospese tra presenza e assenza.
Una chiave di lettura fondamentale che emerge dalla critica riguarda la forte (ma sottile) componente sensuale di queste opere. I dipinti dell'Eden si configurano come dei veri e propri "giardini-sesso": La carne e l'erotismo non sono mai esibiti, bensì suggeriti. Attraverso velature trasparenti e colori vibratili, tra le trame dei segni affiorano frammenti anatomici accennati: curve che rievocano fianchi, seni, torsi femminili e linee organiche che si fondono e si involano nella natura astratta del quadro.
In definitiva, negli anni Sessanta il ciclo Eden strappa Raciti dalle secche dell'Informale per gettare le basi di quello che diventerà il suo personalissimo "Simbolismo Astratto" o pittura dell'ignoto. I simboli dell'Eden — che presto lasceranno il posto a Teleferiche, Tunnel, Antenne e agli iconici Spiritelli — nascono come frammenti di un codice interiore con cui l'artista tenta di superare la futilità della società dei consumi per ricercare le vette e i cocci di una perduta, grande arte spirituale.
Esposizioni:
2013 Mario Raciti. Opere 1962-2012. Museo Diocesano, Milano
2013 Mario Raciti. Malerei 1962_2012. Morat Institut fur Kunst und Kunstwissenschaft, Freiburg DE
2024 Mario Raciti. Ricordi dell'Eden. Opere degli anni sessanta. OltreArte Galleria Contemporanea, Conegliano, testo in catalogo di Luca Pietro Nicoletti.
Bibliografia:
2013 Mario Raciti. Opere 1962-2012. Museo Diocesano, Milano
2013 Mario Raciti. Malerei 1962_2012. Morat Institut fur Kunst und Kunstwissenschaft, Freiburg DE
2023 Mario Raciti. Catalogo ragionato dell'opera pittorica.
2024 Mario Raciti. Ricordi dell'Eden. Opere degli anni sessanta. OltreArte Galleria Contemporanea, Conegliano, TV
Provenienza:
Collezione privata. Milano

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