Opera
Mario Raciti. Mitologia, 1992
Il celebre ciclo delle "Mitologie" di Mario Raciti, sviluppatosi prevalentemente nel corso degli anni Ottanta, trova la sua naturale conclusione e massima rarefazione proprio nei primissimi anni Novanta (all'incirca tra il 1990 e il 1992), per poi cedere il passo alla successiva serie dei Misteri.
Nelle opere a cavallo tra gli anni '80 e i primi anni '90, la pittura di Raciti affronta una maggiore dilatazione spaziale. La tela non accoglie più una narrazione didascalica, bensì una "necessità sempre maggiore di libertà e di sogno". Lo spazio fluido e vaporoso, già sperimentato nelle Presenze-assenze degli anni Settanta, si trasforma qui in un'estensione eterea in cui il mito non è inteso come illustrazione classica, ma come elemento originario e archetipo profondo ancora vivo nella contemporaneità.
I testi critici che analizzano questo passaggio evolutivo definiscono la pittura di Raciti come una vera e propria azione poetica e catartica. Il recupero della dimensione mitologica non è un esercizio colto o citazionista (in contrasto con le tendenze postmodernistiche coeve), ma un atto liberatorio. La tela diventa un luogo di evocazione dell'inconscio dove lo spettatore è invitato a far affiorare le proprie visioni interiori senza cercare forzatamente interpretazioni logiche o razionali.Intorno al 1992, questa costante tensione verso l'invisibile e l'oltre porterà la figurazione delle Mitologie a dissolversi del tutto, traghettando ufficialmente la ricerca di Raciti verso l'assolutezza e la drammaticità cromatica del ciclo dei Misteri.
2010 Mario Raciti. Galleria Morone, Milano, a cura di Enzo Spadon, Silvana Editoriale,
2010 Mario Raciti. Galleria Morone, Milano, a cura di Enzo Spadon, Silvana Editoriale,
2023 Mario Raciti. Catalogo ragionato, a cura di Sandro Parmiggiani, Skira Editore